Siberia -71°. Là dove gli uomini amano il freddo

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INFORMAZIONE

AUTRICE/AUTORE
Simone Moro
DIMENSIONE
10,65 MB
NOME DEL FILE
Siberia -71°. Là dove gli uomini amano il freddo.pdf
ISBN
5434967017301

DESCRIZIONE

L'impresa che Simone Moro ha portato a termine nell'inverno del 2018 è emblematica di tutta la sua eccezionale carriera e, allo stesso tempo, segna una svolta. In oltre trent'anni di alpinismo, infatti, Moro ha scelto di non concentrarsi sul cosa - vetta, quota, record... - ma sul come. Ovvero sul senso di confrontarsi con la Natura. Un senso che ha trovato in due parole: "freddo" ed "esplorazione". Le ascensioni in invernale gli hanno sempre consentito di inoltrarsi, oltre che nei luoghi, anzitutto nell'intimo di se stesso. Si spiega così perché Moro, scoprendo per caso che la Yakutia, in Siberia, è la regione abitata in cui si raggiungono le temperature più basse del pianeta, abbia deciso d'impulso di andare a conoscerla per poi salire sulla sua cima più alta, il Pic (o Gora) Pobeda. In questo libro si dipana il suo racconto che ha il sapore di un'avventura di Jules Verne o delle cronache di un grande esploratore. Non è banale preparare il viaggio in questa terra remotissima e mal collegata, per penetrare nella quale occorrono compagni motivati, una particolare attrezzatura per difendersi dal gelo e una guida che conosca le popolazioni locali. Ma arrivandovi le sorprese superano la fantasia: distese di ghiaccio percorse da camionisti solitari, immense foreste, e anche tanta vita - cercatori d'oro e cacciatori di pellicce -, tanta "gelida normalità" - chi vende al mercato pesce che si congela direttamente sul banco, chi non avendo un box riscaldato tiene il motore dell'auto acceso per tre mesi consecutivi - e tanta Storia, come quella dei gulag e della orrorosa Strada delle ossa. Naturalmente, con Simone Moro e Tamara Lunger, non può mancare infine la conquista mozzafiato del Pic Pobeda, una vetta di 3003 metri che, tra il freddo e la difficoltà, li mette più alla prova di alcuni ottomila himalayani, coronando magnificamente un'impresa che è una grande esplorazione del mondo e anche di sé.

Però c'è un qualcosa in questo paradiso terrestre che pian piano aggiunge un "pizzico di sale nel caffè". Inuit (ᐃᓄᐃᑦ in lingua inuktitut, parola che significa uomini; singolare inuk o inuq) è un piccolo popolo dell'Artico che discende dai Thule.Gli Inuit sono uno dei due gruppi principali nei quali sono divisi gli Eschimesi, insieme agli Yupik: il termine «eschimesi» (che significa «fabbricante di racchette da neve», mentre la traduzione «mangiatori di carne cruda», spesso ... Le donne russe sono abbastanza avanzate. Nello stesso tempo hanno la mentalità come le loro bisnonne, nel senso bello della parola. Persino gli uomini.

Non a tutti piace il clima freddo: mani ghiacciate e piedi gelati non sono sensazioni che fanno piacere ma bisogna avere anche la fortuna di nascere in paesi caldi o temperati. Accostandosi alla riva del Bajkal, ancora cosi non si sente il suo freddo soffio, però andandosene verso la riva stessa non resta altro che indossare una giubba imbottita. Il più bel momento sul lago è la seconda metà dell'estate, quando vi è un tempo caldo soleggiato e dal Bajkal soffia frequentemente un fresco vento denominato barguzin. Paese che vai usanze che trovi! Già, è così che si dice! Beh, bisogna ammettere che alcune sono davvero strane.

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